Voghera a Roma con la Società Dante Alighieri nel nome di Alberto Arbasino

Lunedì ho avuto l’onore di prendere parte, a Palazzo Firenze a Roma, alla serata promossa dalla Società Dante Alighieri dedicata ad Alberto Arbasino, a cinque anni dalla sua scomparsa. Un appuntamento di altissimo profilo culturale, intenso e partecipato, che ha reso omaggio a una delle voci più lucide, ironiche e anticonformiste della letteratura italiana del Novecento e della nostra Voghera che negli ultimi anni ne ha riscoperto la testimonianza e riattualizzato il messaggio con il concorso letterario nazionale Alberto Arbasino, coinvolgendo tanti giovani delle scuole, e collaborando alla produzione del film “Stile Alberto”, recentemente proiettato al Teatro Valentino Garavani di Voghera.

Arbasino non è stato soltanto scrittore, poeta e critico, ma un osservatore instancabile dell’Italia e degli italiani, capace di raccontarne contraddizioni, slanci e fragilità con uno stile inconfondibile. Un intellettuale libero, curioso, mai accomodante. E per Voghera, sua città natale, una figura identitaria profonda, con cui continuare a dialogare e da cui continuare a imparare.

La serata, aperta dal Presidente della Società Dante Alighieri, Andrea Riccardi, ha visto anche il saluto del Presidente del Gabinetto Scientifico e Letterario G. P. Vieusseux, Riccardo Nencini, oltre al toccante intervento conclusivo di Silvia Arbasino. Un momento istituzionale di grande valore è stato rappresentato dalla firma dell’accordo tra la Società Dante Alighieri e il Gabinetto Vieusseux, che darà vita a future attività culturali condivise: un segnale concreto di come la cultura sappia costruire reti e progettualità durature.

La conversazione pubblica, guidata da Paolo Conti del Corriere della Sera, ha restituito un ritratto plurale e vivo di Arbasino grazie agli interventi di Anna Ottani Cavina, Elisabetta Rasy, Raffaele Manica, Giorgio Montefoschi e Andrea Cortellessa. A seguire, la proiezione del docufilm “Stile Alberto”, firmato da Michele Masneri e Antongiulio Panizzi, una produzione MAD Entertainment con RAI Documentari, realizzata con il sostegno della Fondazione Teatro Sociale di Voghera e il contributo della Fondazione Monte di Lombardia. Un motivo di orgoglio ulteriore per la nostra città.

Particolarmente suggestiva l’inaugurazione della mostra che ha accompagnato l’iniziativa: fotografie, libri, appunti, documenti, video e la ricostruzione della postazione di lavoro di Arbasino, fotografata da Giovanna Silva. Un percorso che consente di entrare idealmente nel suo laboratorio creativo, da cui osservava il mondo con intelligenza acuta e sguardo sempre contemporaneo.

Desidero ringraziare la Società Dante Alighieri per aver voluto coinvolgere Voghera in questo momento così significativo, il Gabinetto Vieusseux per la collaborazione e tutte le persone che hanno contribuito alla riuscita dell’iniziativa. Un grazie sentito anche per l’attenzione e l’affetto dimostrati nei confronti della nostra città.

Continuare a valorizzare la figura di Alberto Arbasino significa non solo custodirne la memoria, ma renderla viva, attuale, capace di parlare alle nuove generazioni. È un impegno che Voghera porta avanti con convinzione, perché la cultura non è celebrazione del passato, ma strumento per leggere il presente e costruire il futuro.

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