Nuovo Ospedale di Voghera, un investimento da 52 milioni di euro: ecco come sarà

Ieri pomeriggio, al Teatro Valentino Garavani, abbiamo compiuto un passo concreto verso il futuro della sanità vogherese e di tutto il territorio.

È stato presentato il progetto ufficiale del nuovo Ospedale di Voghera, finanziato da Regione Lombardia con un investimento di 52 milioni di euro. Un progetto atteso, strategico, che segna una svolta per l’intero Oltrepò Pavese.

Si è scelto di dedicare questa prima presentazione al mondo sanitario: medici, infermieri, personale amministrativo perché un ospedale non è fatto solo di muri ma di professionalità, competenze e persone. Era giusto partire da chi ogni giorno garantisce cure e assistenza alla nostra comunità. Seguirà una presentazione pubblica aperta ai cittadini, perché questo investimento riguarda tutti.

Ringrazio l’Assessore regionale Elena Lucchini per l’attenzione costante verso il nostro territorio e per aver messo determinazione anche su questa partita. Il dialogo con il Comune è stato fitto e si sta dando una risposta su una delle priorità più sentite. Ringrazio anche l’Assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso per la sua presenza di ieri e per il supporto concreto a un intervento fondamentale. Grazie anche al presidente Attilio Fontana.

Il nuovo padiglione, sei piani fuori terra per 13mila metri quadrati accanto al pronto soccorso, non è solo edilizia: è un nuovo modello ospedaliero, con spazi moderni, tecnologie avanzate e percorsi più efficienti. La più antica istituzione di assistenza in Voghera è rappresentata dall’ “Ospedale dei trovatelli di San Bovo” che sorgeva fuori le mura della città, in Borgo San Pietro (zona di viale Montebello). Questo ospedale era attiguo ad una Chiesa dedicata a San Bovo della cui esistenza si ha notizia in un atto del 1185. Da allora di strada se ne è fatta davvero tanta, oggi guardiamo al futuro con un ampliamento che in realtà consegnerà alla città un nuovo ospedale all’avanguardia sotto ogni profilo.

Voghera cresce quando investe nei servizi essenziali. E la salute è la priorità assoluta.

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