Grazie don Pietro Sacchi da parte di tutta Voghera

Ci sono saluti che appartengono alla normale vita di una comunità e altri che portano con sé qualcosa di più: gratitudine, affetto, ricordi e anche molto dispiacere.

Ieri, nella chiesa di San Pietro Apostolo – Don Orione, Voghera ha salutato don Pietro Sacchi, chiamato a una nuova e importante missione a Genova.

Don Pietro è arrivato nella nostra città nel settembre del 2020, in uno dei momenti più difficili che abbiamo attraversato. Eravamo nel pieno della pandemia, costretti alla distanza proprio quando avevamo maggiormente bisogno di vicinanza. E lui, fin dall’inizio, ha cercato di fare esattamente questo: accorciare le distanze.

In questi sei anni ha saputo parlare ai giovani, ascoltarli, responsabilizzarli. Ha fatto dell’oratorio un luogo vivo e aperto e ha dedicato una parte straordinariamente importante del proprio impegno a chi troppo spesso rischia di rimanere invisibile.

Ha saputo mettere insieme mondi apparentemente lontani: gli studenti e i detenuti, la scuola e il carcere, i giovani che stanno costruendo il proprio futuro e uomini che stanno cercando di ricostruirlo. Attraverso Terre di Mezzo, le vendemmie, “Sprigionato”, le borse lavoro e tante altre iniziative, ci ha ricordato concretamente che una comunità è davvero tale quando cerca di riportare tutti dentro, senza lasciare indietro nessuno.

È un messaggio che va oltre la dimensione religiosa. È un grande valore civile.

Una città, infatti, non è fatta soltanto di strade, edifici e servizi. È fatta prima di tutto di relazioni. E don Pietro, in questi anni, è stato un vero costruttore di relazioni, capace di guardare sempre prima alla persona, alle sue possibilità, alla sua dignità.

Prima di consegnargli una targa di ringraziamento del Comune di Voghera, ho voluto dirgli proprio questo: ciò che resterà di questi anni non è soltanto quanto ha fatto personalmente, ma anche ciò che ha insegnato agli altri a fare. Ai suoi ragazzi, ai volontari, alle famiglie e alle tante persone che ha incontrato.

Don Pietro lascerà Voghera, ma da Voghera non se ne andrà davvero. Una parte di lui rimarrà nelle persone e in tutto ciò che ha saputo costruire.

A nome dell’Amministrazione comunale e dell’intera città, grazie don Pietro per esserci stato, soprattutto nei momenti difficili, e per averci ricordato che nessuna istituzione, civile o religiosa, può svolgere davvero il proprio compito se perde la capacità di vedere le persone.

Un abbraccio e un ringraziamento anche a don Severino, per i suoi tanti anni di confessione e prezioso accompagnamento spirituale.

Alla cerimonia ho partecipato insieme agli assessori Simona Virgilio e Federico Taverna.

Buon cammino, don Pietro. E grazie, a nome di tutta Voghera.

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